Sappiamo che per molti ragazzi il motorino o la moto rappresentano il primo vero passo verso l’autonomia. Tuttavia, la mancanza di esperienza, unita a una percezione del rischio spesso sottostimata, rende questa fascia d’età particolarmente vulnerabile.
Perché questo progetto è diverso?
A differenza delle tradizionali lezioni teoriche, “Oltre il Casco ” adotta un approccio pratico, visivo ed esperienziale. Il progetto non mira a proibire, ma a formare utenti della strada consapevoli attraverso:
Dimostrazioni fisiche: Analisi dei materiali protettivi.
Analisi dei rischi reali: Focus su distrazione digitale, angoli ciechi e dinamiche di impatto.
Coinvolgimento attivo: Utilizzo di materiali multimediali e, dove possibile, testimonianze dirette.
Obiettivi formativi:
Ridurre i comportamenti a rischio nei tragitti casa-scuola.
Promuovere l’uso corretto e consapevole del casco e delle protezioni individuali.
Incoraggiare il rispetto delle norme del Codice della Strada come forma di rispetto per la propria vita e quella altrui.
Il progetto ha una durata modulare e può essere inserito agevolmente nell’ambito delle ore di Educazione Civica. Non richiede attrezzature particolari da parte dell’istituto, se non un’aula dotata di proiettore.
Il progetto sarà così strutturato:
Fase 1: Il “Crash Test” Visivo
Invece di iniziare con i numeri, si inizia con le immagini.
Video di impatto: Brevi clip che mostrano la differenza tra una caduta con abbigliamento tecnico e una in maglietta/pantaloncini.
Analisi fisica: Spiegazione semplice di cosa succede al corpo umano a 50 km/h contro un ostacolo fisso (l’energia cinetica è pari a una caduta dal terzo piano di un palazzo).
Fase 2: Il Set dell’Equipaggiamento
Portare fisicamente in aula:
Un casco integrale che ha subito un urto (per mostrare come si rompe la calotta salvando il cranio).
Una giacca con protezioni e un paraschiena.
L’esperimento del guanto: Far provare ai ragazzi a sfregare un pezzo di pelle tecnica e un pezzo di denim (jeans) su un blocco di cemento per vedere quanto velocemente il jeans si dissolve.
Fase 3: I “Killer” Silenziosi
Discussione interattiva sulle tre principali cause di incidente tra i giovani:
L’angolo cieco: Dimostrare come un automobilista possa non vedere una moto anche se è vicina.
La distrazione da smartphone: Anche solo 2 secondi per guardare una notifica a 40 km/h significano percorrere oltre 20 metri “al buio”.
L’eccesso di confidenza: Perché la maggior parte degli incidenti avviene nei tragitti casa-scuola che conosciamo a memoria.
Fase 4: Testimonianza attraverso le parole di chi della moto e della velocità ne ha fatto la propria carriera
3. Messaggi Chiave (Take-away)
Il casco non è un optional: Deve essere allacciato bene, altrimenti è come non averlo.
Vedere ed essere visti: L’importanza delle luci e dei colori ad alta visibilità.
Manutenzione: Freni e pressione gomme sono i tuoi unici alleati.
4. Materiale per gli Studenti
Alla fine dell’incontro verrà consegnato un “Check-point Card”: una card da tenere nel portafogli con i numeri di emergenza e una mini-lista di controllo pre-partenza .
Perché questo progetto funziona?
È tattile: Toccano con mano le protezioni.
È realistico: Parla il linguaggio dei ragazzi, non quello della burocrazia.
È veloce: Non annoia con statistiche infinite, ma punta sull’istinto di conservazione.